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Non si arriva all'agriturismo attraverso i canali dell'agenzia tradizionale. Piuttosto vale il passaparola e, ancor più, la Rete, che permette di individuare la struttura e poi organizzare il viaggio tutto da soli, senza bisogno di alcuna intermediazione. Modalità, quest'ultima, che vale in particolare per gli stranieri, tanto che nel 2011 il sito di Agriturist
ha registrato più di 220mila visite provenienti da oltre i confini nazionali. Fatto sta che, dentro un panorama dell'industria turistica dai colori neri, quello dell'agriturismo è un segmento che cresce: + 9,6% presenze nel 2011 rispetto al 2010, + 25% dal 2007 al 2011. Mentre, tanto per rimarcare la differenza, nello stesso quinquennio gli alberghi perdono il 2,4% e gli ostelli della gioventù addirittura il 48,5%.
Nella classifica degli ospiti più appassionati continuano a vincere i tedeschi con 308mila presenze (rilevamenti Istat riferiti al 2010). Seguono gli olandesi con 70mila presenze, i francesi con 59mila, gli americani con 48mila, gli svizzeri e gli inglesi con 44mila e 42mila. In aumento francesi e belgi. Secondo le stime di Agriturist, associazione legata a Confagricoltura, un buon 15% di questi turisti green frequentano lo stesso agriturismo da almeno un paio d'anni. La regione italiana che attrae maggiori visitatori stranieri è, da secoli ormai, la Toscana, con le provincie di Siena e Firenze in testa. Seguono, e questa non è una notizia scontata, la Lombardia, poi Sicilia, Veneto e Sardegna. La durata del soggiorno è in media di 4-5 giorni. Da Agriturist spiegano che i turisti stranieri che scelgono l'agriturismo non amano poi allontanarsi troppo, anzi "la maggior parte - spiegano - è pienamente soddisfatta dal trascorrere gran parte del proprio tempo nell'azienda agrituristica, o nelle immediate vicinanze". La parola d'ordine è escursioni: a piedi, a cavallo o in bicicletta. Non sorprende che gli ospiti che arrivano dai paesi più lontani, come Usa, Giappone o Australia, siano invece propensi a impiegare tempo ed energie in gite programmate verso mete culturali anche distanti.
"Il crescente gradimento che gli ospiti stranieri rivolgono all'agriturismo - osserva Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist - premia il lavoro degli oltre 20 mila imprenditori agricoli italiani che si dedicano all'accoglienza turistica con competenza e passione". Già, perché le attività ricettive agrituristiche rientrano a pieno titolo nel settore agricolo: "L'agriturismo è agricoltura", ama ripetere il presidente di Confagricoltura Mario Guidi. Con tutte le conseguenze in termini di privilegi - sovvenzioni e agevolazioni fiscali - che nel nostro paese vengono da sempre riservati al comparto. Senza peraltro - ci sia concessa la parentesi polemica - dimostrare grande efficacia se è vero che l'agricoltura italiana versa in pessime acque e i redditi agricoli sono letteralmente crollati nell'ultimo decennio. Ma non divaghiamo, torniamo alle caratteristiche e ai numeri dell'agriturismo in Italia.
Il soggiorno in agriturismo è scelto dal 6,4% dei turisti, italiani e stranieri complessivamente considerati, a fronte di una capacità degli alberghi, che pure vantano un numero di posti letto di dieci volte superiore ai circa 215mila offerti dalle strutture agrituristiche, di intercettare circa il 19% della domanda. Se segmentiamo le motivazioni della vacanza, l'agriturismo è al primo posto assoluto per il turismo di natura: lo sceglie il 21,9% degli ospiti, contro il 15,7% che pernotta nei bed and breakfast e il 7,8% negli alberghi. Non male nemmeno la motivazione enogastronomica: 16,8%. E si tratta di turisti perlopiù soddisfatti. L'Osservatorio nazionale del turismo ha difatti misurato che il turismo-natura e quello enogastronomico, dove più incide apppunto l'offerta agrituristica, registrano i più alti livelli di gradimento, oltre il voto medio. In particolare, il turismo-natura raccoglie il massimo consenso per quanto riguarda i prezzi dell'alloggio e della ristorazione, la qualità dell'ambiente, la pulizia degli alloggi e dei luoghi.
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