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Se analizzassimo fra un paio di anni l'andamento del valore delle azioni Apple negli anni precedenti, potremmo notare, senza alcun dubbio, che il lancio dell'iPad 2 ha segnato la fine del ciclo ininterrotto di successi in borsa.
Lo smartphone o il player MP3 non sono invenzioni della Apple. Tuttavia i prodotti sviluppati da Apple in questo segmento, l'iPhone e l'iPod, hanno riscontrato sempre più interesse grazie ad un marketing efficace, un design più attraente ed alle eccezionali funzionalità dei prodotti in questione. La portata del successo riscontrato è stata tale da avere addirittura creato un segmento di prodotti completamente nuovo con il suo popolare iPad – segmento nel quale ora anche altri produttori stanno tentando di inserirsi.
Il valore borsistico di Apple corrisponde a 590 miliardi di dollari, ossia 14 volte il suo profitto annuale. Questa bolla è forse destinata a scoppiare? Non ci sono dubbi! Esistono diversi motivi a sostegno di questa tesi: la strategia di segmentazione, la strategia di pricing ed il modello di business della Apple.
Strategia di segmentazione
Apple ha adottato il sistema di massima estensione del segmento. I suoi prodotti hanno finito per essere desiderati sia da un gruppo target, ben definito sia dalla grande massa. I prodotti migliori, che offrono le migliori funzionalità, non sono tuttavia adatti per il mercato di massa. Nel lungo termine il grande pubblico non sarà disponibile a pagare un considerevole sovrapprezzo per un design superiore ed una maggiore semplicità d'uso. Una volta terminato l'effetto esercitato attraverso la pressante campagna pubblicitaria, molti clienti si orienteranno verso prodotti più economici e competitivi. Avere successo nel segmento degli smartphone significa tuttavia attrarre le masse. Per definizione i "follower" non sono però disposti a pagare di più per le innovazioni. Ecco perché sarà improbabile che, nel lungo periodo, Apple possa trovare dei nuovi clienti in questo segmento.
Strategia di pricing
Apple ha tentato di attuare la sua strategia di prezzi elevati il più a lungo possibile. Attualmente si assiste ad un'inversione di marcia: infatti il nuovo iPad 2, migliorato rispetto al precedente, sta per essere lanciato allo stesso prezzo del suo predecessore. Non sarà possibile mantenere un sovrapprezzo fino al 100% nel futuro mercato di massa dei tablet PC, in quanto il segmento target di Apple è troppo ampio per tale scopo. E il sovrapprezzo è troppo alto rispetto a quello dei nuovi i competitori, specialmente Samsung, sono troppo astuti per non approfittarne. Se Apple desidera mantenere la propria strategia finalizzata ad attrarre un ampio pubblico non ha altra scelta: ridurre i prezzi, nonostante la ricaduta negativa che tutto ciò produrrà sul valore della Apple in borsa.
Modello di business
Apple ha trasformato il contenuto a pagamento in un grande successo. Nessun altro produttore rende tanto semplice acquistare i contenuti. Inizialmente nessuno sembrava prestare troppa attenzione al fatto che Apple richiedesse una provvigione del 30% sul fatturato generato con i contenuti. Ma i fornitori di contenuti hanno iniziato a preoccuparsi e stanno sviluppando strategie per sviare al pagamento di commissioni tanto elevate. Tuttavia il vero pericolo risiede altrove. In realtà sono i clienti che faranno crollare questo modello commerciale. Non tutti sono soddisfatti della censura di Apple per le applicazioni Flash o degli onnipresenti iTunes, e neppure dei tentativi di Apple di decidere i contenuti e le modalità degli acquisti dei consumatori – e niente di tutto questo sarà accettato dai nuovi e più ampi segmenti di clienti di Apple. Nessun produttore, Apple incluso, potrà catalizzare la soddisfazione del grande pubblico esclusivamente ricorrendo a un solo dispositivo. Perché i lettori di quotidiani dovrebbero poter leggere le ultime notizie su un PC ma non su un iPad? Tali restrizioni rappresenteranno solo un piccolo fastidio per i fedeli clienti di Apple, ma rappresentano un enorme ostacolo per il grande pubblico. Alla luce di una feroce competizione Apple dovrà allentare la propria rigida strategia commerciale o non potrà continuare a rivolgersi ad un ampio segmento, perché ciò ostacolerebbe la crescita del profitto e con esso la sua valorizzazione in borsa.
Conclusione
Gli inevitabili cambiamenti relativi alla strategia di pricing e al modello di business della Apple eserciteranno una forte pressione sul prezzo delle azioni. Apple non è Nokia, ma non vale certamente dieci volte più del più grande produttore di telefoni cellulari al mondo.
A meno che Apple non inventi un prodotto rivoluzionario, le possibili scelte strategiche sono due:
• Continuare con l'espansione del segmento. Per stare al passo con i prezzi dei prodotti dei concorrenti sul mercato di massa Apple dovrà estendere ancora di più la sua linea di prodotti ed il marchio. L'iPad e l'iPhone dovranno essere resi disponibili in più versioni – come i computer Mac di Apple – con una gamma di varianti dei modelli adattabili alla disponibilità dei compratori a pagare.
• Selezionare in modo più efficiente i segmenti esistenti e supportare ulteriormente la crescita in tali segmenti. Offrendo una funzionalità unificata per i suoi prodotti Apple potrebbe indurre i propri clienti ad acquistare prodotti appartenenti a più di una categoria. Per esempio gli utenti dell'iPhone potrebbero accedere al mondo dei Mac. Quanto più elevato è il numero di prodotti Apple posseduti da un cliente, tanto maggiore sarà la sua devozione al marchio.
Per approfondimenti si consigliano i seguenti libri:
- I trend economici del futuro (Il Sole 24 Ore)
- Le basi del pricing (Hoepli)
- 30.3.2013
Innovare con il pricing - 08.10.2012
Le potenzialità inesplorate nelle vendite - 23.9.2012
Aziende Vincenti - 23.9.2012
Quanto vale in borsa la tua città? - 09.4.2012
Strategie vincenti - 06.4.2012
Apple: se continua così ci sarà il crollo - 29.3.2012
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