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Ancora nelle orecchie il fragore dei dati negativi sui consumi 2011 (per prodotti alimentari, bevande e tabacco registrato un calo dell'1,5% a prezzi costanti. Lo segnala un rapporto Intesa Sanpaolo, affermando che in termini di spesa procapite il dato riporta i livelli ai consumi del 1981) una piccola sopresa positiva. Di fronte alla recessione gli italiani hanno deciso di berci su, alla faccia della crisi.
L'anteprima dell'indagine SymphonIri Group per Vinitaly (verrà presentata nell'edizione 2012 della manifestazione, a Verona dal 25 al 28 marzo) rivela infatti che se le vendite globali di vino confezionato a volume, nel 2011, hanno fatto registrare ancora un assestamento di quasi un punto percentuale (-0,9%) in realtà si registra una significativa inversione di tendenza a valore che ha visto nella grande distribuzione:
- una crescita del consumo di vini a denominazione d'origine dell'1,1% a volume;
- una relativa crescita a volume del vino a basso prezzo (- di 3 euro al litro, +0,6%);
- un deciso aumento del vino di fascia superiore ai 5 euro per bottiglia da 75 cl, con +11,1%.
In altre parole se gli italiani continuano a bere sempre meno, tendono però a bere meglio. Se il vino più venduto nei supermercati continua ad essere il Lambrusco, quello che è cresciuto di più è il ben più impegnativo (e costoso) Brunello di Montalcino, quasi con il 15% di crescita rispetto al 2010.
- 08.5.2013
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