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Sempre più strutturati i corsi, sempre più soddisfatti gli utenti. Quella delle Corporate University è ormai una realtà consolidata e in continua evoluzione anche in Italia. Secondo una recente indagine Asfor, le Academy dei grandi gruppi o di alcune realtà aziendali di medie dimensioni che da sempre investono stabilmente nella formazione dei propri dipendenti, sono diventate delle business school di eccellenza.
Qualche esempio? La Scuola di Formazione Assicurativa di Allianz, o la Enel University, la ENI Corporate University, il Ferrero Geie Learning Lab, la Landi Renzo Corporate University e molte altre. I corsi delle Corporate University hanno per il 90% una durata inferiore ai 5 giorni. La composizione del budget dell CU viene per il 71% da risorse provenienti dall’azienda, per il 18% da fondi interprofessionali, per il 9% da corsi interaziendali e per il restante 2% da proventi derivanti da clienti o altri partner dell’azienda stessa. I contenuti prioritari si concentrano sulle lingue, sulla logistica, sulla produzione, sulle competenze tecniche/di mestiere.
Per far fronte all’attuale situazione di crisi economica, è stata migliorata la personalizzazione delle attività di formazione in base alle specifiche esigenze delle singole linee, sono state ampliate le attività di formazione finanziata, è stata migliorata l’efficienza dell’utilizzo delle risorse dedicate alla formazione, sono state cambiate le priorità formative in base all’analisi della domanda, è stato anche dato maggiore spazio alla docenza realizzata attraverso manager interni. Infine è stata ridotta la durata media dei programmi. Le metodologie didattiche che piacciono di più sono la tradizionale formazione frontale in aula, il training on the job, il coaching e l’e-learning. Da ultimo l’outdoor learning. Poca fiducia e poco utilizzo si registrano invece sul fronte dei social network, da You tube agli ambienti di collaboration, da Linkedin alle intranet aziendali, sono pochi i manager che puntano sulla condivisione virtuale.
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