KIT DI SOPRAVVIVENZA.
Le competenze chiave per superare la crisi
Che stress!
…se possiamo darti un consiglio…
Che cosa è successo? Perché sembra andare tutto storto? Sei caduto nella morsa dello stress! Il termine stress deriva dal latino strictus, e significa proprio questo: “serrato”, “compresso”. Hai attribuito molto significato a questa promozione. Non avevi considerato che all’incremento di status e potere organizzativo corrispondono sempre maggiori complessità da gestire, e questo ti ha messo sotto pressione. Quando sei sotto i riflettori, è normale che ti paiano più impegnativi anche i problemi che prima gestivi in totale tranquillità.
Sentire un maggiore carico delle responsabilità può essere stimolante, mobilitare energie positive (eu-stress o stress positivo) a fronte degli ostacoli da superare. È come prendere la rincorsa e saltare più che si può, per poi rilassarsi e meritarsi il giusto premio per il gesto atletico compiuto. A volte però queste energie giocano un brutto scherzo: c’è una sorta di sovraccarico permanente (dis-stress), che fa sì che il nostro organismo non riesca mai a decomprimersi, si affatichi, perdendo lucidità ed efficacia.
Di solito attribuiamo il nostro stress a cause esterne che, in effetti, ci mettono sotto pressione: carichi di lavoro, imprevisti, poco tempo, relazioni difficili, compiti sfidanti.. Le situazioni, però, ci sembrano più o meno “difficili” anche in base a come le approcciamo. Più il nostro pensiero si focalizza sulle difficoltà e i vincoli, perdendo di vista le risorse e le opportunità per superarli, più noi ci sentiamo stretti (!): occupata solo dalle difficoltà, la nostra visuale si restringe e, paradossalmente, ci isola dal contesto.
Questo ci impedisce di leggere con lucidità la situazione per elaborare strategie adeguate. Sentendo la responsabilità e non vedendo oltre, andiamo in tilt. La gestione dello stress è la competenza che nelle situazioni difficili ci aiuta a ritrovare lucidità ed efficacia, spostando il nostro focus mentale dalle difficoltà/assenza di alternative alle opportunità.
Questo spostamento ci permette di portare il nostro pensiero sulle risorse da usare (le capacità nostre e altrui, gli strumenti per acquisire nuove informazioni, modi diversi di fare cose ecc.) per progettare una via di uscita. Lo spazio compresso si trasforma così in uno spazio di governo, dove usare anche altre competenze, come il pensiero strategico e la flessibilità: proprio perché la situazione è difficile, infatti, serve rendere più larga e prospettica la visione per ipotizzare percorsi realizzativi alternativi. Ma l’accesso a queste competenze pregiate è possibile solo se? lo stress è gestito!.
» Continua sul numero 7/2010