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A colloquio con Mihaly Csikszentmihalyi
Flow in azienda
Applicare la psicologia positiva nelle imprese significa creare le condizioni per il miglior funzionamento possibile dell’organizzazione
Autore d’importanti e affascinanti ricerche sul flow, Mihaly Csikszentmihalyi è conosciuto nel mondo come uno dei massimi esperti di psicologia positiva, disciplina che studia tutti i punti di forza delle persone come ottimismo, creatività, motivazione intrinseca e responsabilità. Gli studi di Csikszentmihalyi sino a ora in Italia hanno trovato applicazione principalmente in ambito sportivo, in quanto la psicologia positiva sta alla base delle prestazioni eccellenti degli atleti, ma le possibili implicazioni in azienda sono altrettanto interessanti. Il flow rappresenta lo stato di funzionamento ottimale, caratterizzato dal coinvolgimento in un’attività che si svolge in modo continuativo, e che si tiene agilmente sotto controllo, nonostante l’impegno richiesto. Nelle ricerche del professore, lo stato di flow è descritto come piacevole e caratterizzato dal sentirsi sollecitati in modo ottimale (per l’equilibrio tra sforzo richiesto e capacità della persona), grazie all’immediata comprensione di quanto è richiesto dall’attività (poiché la persona sa cosa fare, senza riflettervi a lungo), dalla percezione del decorso dell’attività come continuativo (poiché un passo confluisce in modo fluido in quello successivo), dalla concentrazione spontanea, come la respirazione, che consente di sentirsi in una sorta di fusione tra sé e l’attività in cui si è totalmente immersi.

In sintesi, è una condizione d’elevata concentrazione, produttività e felicità di cui tutti noi intuiamo l’esistenza, e della quale avvertiamo il bisogno. Il libro di Csikszentmihalyi Flow: The Psychology of Optimal Experience (1990), secondo quanto afferma un articolo pubblicato su “Fast Company” ha trovato apprezzamenti da parte di Bill Clinton, Tony Blair e allenatori d’importanti team sportivi americani, che gli hanno affidato incarichi di coach presso squadre di primo piano. Mentre il concetto di flow è stato abbinato spontaneamente ad ambiti quali tempo libero e sport, non così si può dire del campo lavorativo, in quanto felicità e posto di lavoro, nell’immaginario collettivo, non vanno d’accordo.

Ciò nonostante, negli ultimi anni in aziende come Microsoft, Ericsson, Patagonia e Toyota si è compreso che il controllo di questo feeling è fondamentale per ogni manager (e individuo) alla ricerca di esperienze professionali più ricche, produttive e soddisfacenti. Queste aziende hanno utilizzato le idee di Csikszentmihalyi per trarre il meglio dalle persone che ci lavorano e rafforzare le relazioni coi clienti. Senza il flow non ci sono energia positiva e creatività, e oggigiorno non sono molte le aziende che possono permettersi di non averne. Ecco come il professore l’ha spiegato a “L’Impresa”.
Francesca Gianoli, Annalisa Rolandi
» Continua sul numero 7/2010






 
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