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NUOVA IMPRENDITORIA.
Come fare e dove trovare il supporto adeguato
Voglia d’impresa
Aumentano le nuove attività in tutta Italia. Ma attenzione, perché non basta l’idea. Più si investe sulle prime fasi della start up, più aumenta la probabilità di sopravvivenza
La crisi del lavoro dipendente sta facendo scoprire la via dell’impresa a molti italiani. A fronte di numerose chiusure si registra un po’ dappertutto un incremento di apertura di nuove attività. Ma per iniziare un’attività imprenditoriale più o meno ambiziosa, e soprattutto per proseguirla nel tempo, non basta avere l’idea e andare alla caccia di finanziamenti. Occorre seguire passo dopo passo tappe fondamentali dalla formulazione del business plan alla costituzione dell’impresa, dalla scelta della forma organizzativa al sopperire eventuali lacune di competenze.

In questo percorso il neo imprenditore può essere letteralmente preso per mano da centri che hanno come missione lo sviluppo di nuova impresa. Ogni Regione, Provincia, Camera di Commercio, Comune ha iniziative a sostegno della creazione d’impresa, si tratti di sportelli informativi, di incubatori di impresa, di centri di formazione. Strumenti che possono rivelarsi preziosi perché farsi aiutare nella fase di studio che precede la costituzione dell’attività imprenditoriale permette di aumentare le possibilità di successo.

La mortalità precoce delle nuove imprese dipende spesso da una scarsa programmazione delle attività e dalla non adeguata valutazione dei costi iniziali per l’apertura di un ufficio e per l’acquisto delle attrezzature necessarie. Iniziando questa nostra rapida indagine dobbiamo intanto verificare se sono aumentate le persone che intraprendono dopo aver perso un posto di lavoro fisso, considerato che molte istituzioni locali hanno iniziative per disoccupati o lavoratori in mobilità. Luigi Campitelli, direttore generale di Bic Lazio, il Business Innovation Centre che da vent’anni si occupa della creazione e sviluppo d’impresa, ce lo conferma: «Nel 2009 abbiamo registrato un aumento significativo di progetti elaborati da persone in mobilità, con una percentuale interessante di manager che possono utilizzare le loro esperienze in modo molto proficuo in nuove imprese.

A questo proposito vorremmo facilitare il legame tra giovani imprenditori e manager esperti perché siamo convinti che possa favorire la nascita di imprese di successo. In Francia, per esempio, un terzo delle startup ha tra i soci manager con elevata seniority. La debolezza maggiore è la mancanza di competenze manageriali che si traduce anche in minore autorevolezza nei confronti di interlocutori istituzionali, ma che può essere agevolmente risolta anche utilizzando temporary manager.

Il nostro lavoro di accompagnamento serve per fare una valutazione seria del progetto, su 3.000/4.000 idee che ci vengono proposte solo 400-600 arrivano a essere formalizzate in un business plan. Il nostro scopo è quello di favorire la creazione di imprese che possano proseguire». Risalendo lo stivale, si constata lo stesso trend.

Anche a Trentino Sviluppo, ad esempio, hanno registrato un impulso nella richiesta di supporto alla nascita di nuove aziende, ce lo conferma Patrizia Ballardini, consigliere delegato dell’agenzia creata dalla provincia autonoma di Trento per favorire lo sviluppo sostenibile del Trentino: «Per rispondere a questo aumento di richieste Trentino Sviluppo ha potenziato nell’ultimo anno gli strumenti di sostegno. In particolare, è aumentato l’interesse ad avviare iniziative ad alta tecnologia e nel settore verde. Lo testimonia, ad esempio, l’alta adesione al primo bando Seed Money, con oltre 60 progetti presentati sul fondo che sostiene l’avvio di imprese nei settori innovativi o contraddistinti da un elevato contenuto tecnologico (in particolare di aziende Ict e che si occupano di tecnologie ambientali e di energie rinnovabili). In questa direzione si colloca l’incremento sostanziale dei partecipanti al Premio Impresa Innovazione D2T Start Cup (83 iscritti contro i 49 dell’edizione 2009) e il crescente interesse riscontrato dai percorsi di animazione imprenditoriale condotti sul territorio, con 582 idee di impresa presentate nel 2009 contro le 415 dell’anno precedente, proposte che sono valse l’accompagnamento nell’elaborazione di 184 job plan a fronte dei 143 progetti sostenuti nel 2008».
Letizia Olivari
» Continua sul numero 7/2010






 
SCENARI / 9.2010
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