AL POSTO DI COMANDO
“Qui ci sono donne che spostano le montagne”, ci aveva detto Yue Sai Khan, celebre imprenditrice cinese della bellezza, star televisiva, inviata speciale all’Expo 2010, puntando il dito sulle partecipanti al primo Women’s Forum a Shanghai. Montagne? Noi abbiamo donne che spostano intere flotte navali, donne di cui sappiamo poco, che però si muovono. Eccome. Donne di cui forse si accorgono di più i media stranieri: fa specie leggere (già a gennaio 2010) su China Daily, ben prima dell’Italia, dell’armatrice Grazia Bottiglieri Rizzo e del varo dell’ennesima nave mercantile.
Una nave destinata a essere affittata al colosso Minmetals per far la spola tra Asia e Europa. Campana di Torre del Greco, presidente e amministratore delegato della Rizzo- Bottiglieri- De Carlini Armatori spa (nonché del Gruppo Sangemini e di HLP spa Hotel La Palma-Capri) Grazia Bottiglieri Rizzo è cavaliere del lavoro da tre anni. E il 15 giugno scorso ha presenziato al varo dell’ennesimo mercantile prodotto in Cina, la Maria Cristina Rizzo.
A Shanghai Rbd è presente in un padiglione speciale, nel quale si può realmente apprezzare il connubio di scambi tra Cina e Italia. Un padiglione tematico, di quelli che mai penseresti di trovarti davanti all’Expo. Ma le navi sono al centro dei pensieri (e non solo) dei cinesi, provate a fare un giro al padiglione che racconta la storia navale cinese e il suo presente.
«Nel 1993 ho riportato dalla Grecia in Italia l’azienda armatoriale di famiglia – dice Grazia Rizzo - e, insieme ai miei ho costituito la Bottiglieri di Navigazione spa, della quale sono stata amministratore delegato e poi presidente, dopo la morte di mio padre Giovanni Battista». Nel 2007 la Bottiglieri di Navigazione spa è diventata Rizzo-Bottiglieri-De Carlini Armatori spa e da allora Graziella non si è più fermata. «La nostra è un’azienda familiare nata nel 1850 e una delle più antiche società armatoriali europee ancora facenti capo alla famiglia fondatrice», aggiunge Graziella.
Non a caso il suo nome ci è stato girato da un’amica imprenditrice che come lei è componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana delle Aziende Familiari. «Siamo alla sesta generazione di armatori, l’azienda ha conosciuto un momento di grande espansione. Il Gruppo ha una flotta di bulkcarrier e petroliere da 80mila a 160mila DWT, 600 dipendenti diretti e oltre 1.100 lavoratori indiretti. Entro il 2012 costruiremo una ventina di navi di ultima generazione per 1,3 miliardi di investimento e, voglio ribadire, abbiamo creduto fermamente nello sviluppo di Cina, India e Brasile, Paesi che spingeranno l’economia del futuro».
» Continua sul numero 7/2010