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Anche i siti hanno il loro avatar
Discreti,
funzionali,
sofisticati: gli
assistenti virtuali
ci aiuteranno a
navigare in rete
e ci seguiranno
sugli schermi
dei cellulari
Se avete qualche minuto, fate un salto su questo sito: www.scottishstainedglass. com. Una volta arrivati sulla home page, se aspettate un istante, vedrete comparire un simpatico personaggio cartoon, con tanto di kilt, che vi inviterà a dare un’occhiata alla galleria, dove potrete trovare alcune immagini dei lavori che Scottish Stained Glass ha realizzato negli anni. Questo buffo assistente virtuale vi ricorderà che ogni progetto è customizzato, e che se avete esigenze particolari non ci sono problemi.
Una curiosità: la voce che sentirete è quella del proprietario dell’azienda, il signor Martin Faith. Perché vi ho fatto questo esempio? Perché nei prossimi anni molti altri siti ci metteranno a disposizione un assistente virtuale, che ci accompagnerà, con discrezione, alla scoperta di prodotti e servizi. Il gentiluomo in kilt è stato realizzato con un software sviluppato da CodeBaby, una società specializzata nella creazione di “digital characters” per il supporto alle vendite e all’e-learning.
Sul loro sito ci sono molti esempi, a dimostrazione della versatilità della soluzione, che merita comunque un paio di riflessioni. La prima è legata al modello di interazione che questi avatar instaurano con noi. Vi ricordate di Clippy, la graffetta animata di Office? Ecco, grazie a lei gli sviluppatori di tutto il mondo hanno imparato cosa non fare quando si affida a un intermediario digitale il rapporto tra brand/prodotto e utente finale.
Oggi gli assistenti virtuali sono completamente diversi. Per prima cosa non compaiono più automaticamente, o meglio, è cambiato il momento del loro ingresso automatico. Non ci danno più il benvenuto in home ma fanno il loro ingresso nella fase più delicata, quella della vendita, quando stiamo valutando le caratteristiche di un prodotto e magari abbiamo bisogno di un consiglio in più.
Tornando al nostro assistente in kilt, ad esempio, appare solo dopo che abbiamo cliccato un po’ in giro sulla pagina, si presenta e accanto a lui compare un semplice menù a tendina con le opzioni che possiamo scegliere. Se non ci serve aiuto glielo facciamo sapere e lui si congeda, spostandosi in un angolo dello schermo. Già oggi è possibile tarare il software in modo che “capisca” in base a come muoviamo il mouse se la nostra navigazione è fluida o se non abbiamo le idee molto chiare su dove andare. E allora ecco che non siamo soli, che arriva qualcuno in soccorso.
» Continua sul numero 7/2010