Segreti e bugie
Le riviste manageriali internazionali si sono occupate negli ultimi mesi di bugie, quelle della classe dirigente. Secondo la ricerca di Dana Carney, presentata da “Harvard Business Review”, le persone con maggiore potere manifestano una capacità superiore di mentire e governano meglio il loro linguaggio non verbale e paraverbale quando dicono una bugia. La ricerca si è focalizzata su due target di analisi: i capi e gli impiegati. Movimenti involontari delle spalle, stress emotivo espresso, velocità espressiva permettono alle persone di percepire, su un piano conscio o inconscio, se l’interlocutore sta affermando il falso.
Ma i vertici aziendali dimostrano mediamente migliori skills nell’ “arte” del mentire, in quanto sono meno ansiosi quando ritengono di dover coprire o manipolare la verità. Harvard ha sottoposto a prova i risultati della ricerca e ha richiesto all’autrice, ricercatrice presso la Columbia University, di spiegare il dettaglio del processo scientifico adottato. Così nell’articolo si spiega ad esempio che le persone con più potere, osservate dalla ricerca, quando mentono sollevano le spalle in media 1,4 volte mentre le persone con minore potere organizzativo tradiscono il loro nervosismo in media 4,3 volte.
Ma i capi sanno mentire meglio perché il ruolo sostiene e supporta questa capacità o sono diventati capi perché avevano dimostrato una capacità superiore di mentire e quindi si è deciso che avessero le competenze per diventare manager? La ricerca non offre risposte, anche se Dana Carney sembra sostenere, su un piano intuitivo, la prima opzione: chi ha maggiore potere negoziale e gerarchico acquisisce maggiore sicurezza e si sente meno scoperto quando deve comunicare il falso. Il tema è caldo e sono molti i manager che hanno mentito, in modo grave, alla pubblica opinione. Un’altra rivista di management, “Fast Company”, ha dedicato per questo un articolo alle tecniche che il manager deve apprendere per chiedere scusa in modo convincente quando si viene a scoprire che ha mentito.
Per Ruth Sherman, blogger manageriale e consulente, è importante che il dirigente – se decide di chiedere scusa non per iscritto ma di persona in tv o dal vivo – sia in grado di sembrare davvero sorry and ashamed. Chiedere scusa autenticamente, con il cuore, non è facile, “scopre” l’autrice. Ma per fortuna si può apprendere a chiedere scusa in modo efficace governando le proprie capacità di comunicazione con coraggio. Colpisce il fatto che nel 2010 le riviste di management si chiedano, su un piano scientifico, chi siano davvero i better liars (i bugiardi migliori) e quali siano le competenze per chiedere scusa, una volta scoperti, authentically.
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