Novità dalle riviste internazionali di management
SIMPLICITY
Un prodotto lussuoso ma che non è di lusso: sarà questa la democrazia del consumo dopo la crisi? Va di moda la parola semplicità. Non si tratta solo della necessità di contenere i costi e di difendere l’utile aziendale. Questo secolo asiatico è caratterizzato dalla condivisione di valori e riferimenti che trovano radici in quel continente. Così il giornale economico “AseanAffairs”, la “voce del Sudest asiatico”, apre il suo numero con un articolo dal titolo “Through the lens of SIMPLICITY”, attraverso le lenti della semplicità, riproduzione di una lezione tenuta a Nuova Delhi dal re del Bhutan Jigmé Khesar Namgyel Wangchuck.
Nel suo contributo l’autore sottolinea che l’unico metodo per osservare i fenomeni più importanti della vita sia quello di usare “le lenti della semplicità”. Si tratta cioè di riportare ogni fenomeno, anche economico-aziendale, ai suoi fondamentali ovvero alle istanze di base dell’uomo. Il primo di questi valori è il senso di un pianeta condiviso: sembra di rileggere nelle righe del re del Bhutan i concetti essenziali dell’ultima opera di Rifkin La civiltà dell’empatia nella quale l’autore ritiene che la questione essenziale dell’economia e della politica del secolo sia lo sviluppo di una coscienza biosferica.
“Credo che ogni soluzione reale e duratura ai problemi globali possa emergere solo da un’onda universale di umana empatia, desiderio e passione per il bene comune”: Rifkin o l’articolo di AseanAffairs del re del Bhutan? Il secondo naturalmente, ispiratore di un nuovo paradigma di sviluppo basato sul modello del Gnh (Gross Domestic Happiness). Gentilezza, uguaglianza e umanità sono gli ingredienti necessari, secondo il giornale asiatico, per lo sviluppo del business e delle nazioni. Emergono così i riferimenti ai principi dell’armonia che connotano la cultura asiatica.
Le lenti della semplicità ci permettono di comprendere i nuovi fenomeni commerciali, di cui si occupa nel suo ultimo numero “Monocle”, “a briefing on global affairs, business, culture & design”. Come cambia l’arte di vendere nell’era della semplicità e dell’empatia? Dal Deparment Store in Nuova Zelanda al Kamawanu a Tokyo, dal progetto Vatnavidir in Islanda al Pop Up Flea di New York: il mondo commerciale si mette in connessione con i bisogni più semplici del cliente, celebrando il ritorno al rispetto delle comunità locali e alla relazione empatica con chi produce beni e servizi. Il Department Store in Nuova Zelanda nasce dalla riconversione dell’ufficio postale originale (quello che non è sopravvissuto al cambiamento epocale della posta elettronica) nel quale talenti locali vendono prodotti di moda e bellezza creati da loro, in un contesto semplice e solare.
» Continua sul numero 5/2010