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OSPITALITà ALBERGHIERA/2.
A colloquio con il presidente di Federalberghi
Il web, la vera svolta
Per ripartire, serve maggiore collaborazione tra il neo ministero del Turismo e le singole regioni. Ma il problema più urgente rimane il fisco: rischiamo di perdere competitività
Èl’ultima edizione della Bit di Milano l’occasione in cui “L’Impresa” incontra Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi dal 2000, che traccia un quadro della situazione dell’industria del turismo alberghiero delineando alcuni possibili trend per l’anno in corso. Secondo Bocca, dopo la congiuntura negativa dello scorso anno, il 2010 sarà infatti un fondamentale intervallo di verifica per tutte le imprese. Si è concluso da poco il 2009, apice della crisi economica mondiale. Qual è lo stato di salute del turismo alberghiero in Italia? Ci auguriamo un 2010 migliore, anche se purtroppo nei primi due mesi di quest’anno abbiamo registrato un segno negativo rispetto al 2009.

Va anche detto che l’indebolimento dell’euro nei confronti dello yen e della sterlina rendono l’Italia più competitiva rispetto al passato. Il nostro obiettivo è quello di chiudere il primo semestre in linea con l’anno precedente, e arrivare alla fine dell’anno in positivo, anche di un solo punto. Anche se dovessimo chiudere l’anno in corso in condizioni migliori del 2009, siamo comunque lontani dai dati degli anni precedenti, soprattutto dal punto di vista dei ricavi.

Molte volte ci si fa abbagliare dai risultati a breve termine, dai numeri delle presenze, ma queste cose non cambiano la sostanza. Oggi vendiamo con prezzi inferiori in media più bassi rispetto al passato, e per eguagliare i fatturati degli anni precedenti, dovremmo avere un aumento di presenze non inferiore all’8%. E le presenze, invece, calano.

Purtroppo sì. Del 2,1% a gennaio, il che significa che tutte le tipologie turistiche attualmente in funzione come località montane, località termali, città d’arte e città d’affari, hanno sofferto cali di arrivi e pernottamenti, a fronte di tariffe alberghiere che continuano a essere ferme se non in calo generalizzato. Il 2009 infatti ha chiuso, secondo i dati ufficiali dell’Istat, con le tariffe alberghiere calate del 2,2% rispetto al costo della vita complessivo che ha fatto segnare un +0,8%. Inoltre dai dati del sondaggio che abbiamo fatto si evidenzia il dato ancora più allarmante relativo ai lavoratori che scendono del 3% a gennaio, con un picco del 4% per i lavoratori a tempo indeterminato e un +0,1% per i lavoratori a tempo determinato.
Ma. T.
» Continua sul numero 3/2010






 
BUSINESS TRAVEL / 9.2010