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OSPITALITA' ALBERGHIERA.
Il settore regge l’urto della crisi e si rimette in pista
Tempo di innovazione
Per favorire la ripresa, gli operatori puntano su un rinnovamento generale e chiedono interventi strutturali al governo
Come era ampiamente prevedibile, anche il mercato dell’ospitalità alberghiera ha risentito della crisi globale che ha toccato il suo apice proprio nel corso del 2009. Tuttavia, stando ai dati di Confcommercio, l’Italia ha chiuso l’anno appena passato con un -3,1% di camere occupate, molto meglio delle previsioni catastrofiche che erano state fatte. Soprattutto considerando che, ad esempio, i classici “pacchetti” dei tour operator hanno subito un drastico calo di vendite (secondo un sondaggio di GfK Retail and Technology, -16% di fatturato e un milione in meno di viaggiatori rispetto al 2008). Ciò nonostante è ancora presto per sapere se il 2010 sarà l’anno della rinascita, e da più parti arrivano gli appelli alla politica per quei rinnovamenti strutturali più volte richiesti dagli addetti ai lavori.

«In Francia e in Germania si applicano aliquote Iva più basse che alleggeriscono i bilanci delle imprese turistiche – ha spiegato all’ultima Bit di Milano il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli –; inoltre abbiamo una scarsa integrazione dei sevizi e una dose ancora bassa di innovazione non solo tecnologica ma anche organizzativa». Una voce ottimista è quella di Marco Malacrida, direttore Italia di Str Global, che tuttavia individua nel settore business uno di quelli che soffre di più, soprattutto a causa dei tagli che le aziende operano sui budget destinati ai viaggi: «A differenza di altri Paesi, ancora in piena crisi, l’Italia mostra di essere all’alba della ripresa: da luglio scorso appaiono dati turistici con tendenza positiva in molte città italiane per quanto riguarda la componente leisure, che dimostra un recupero interessante. Ancora in sofferenza invece la domanda business, condizionata dai tagli di budget».

Eppure, attribuire genericamente alla crisi economica sia la riduzione della clientela che la riduzione di alcuni servizi rischia di diventare fuorviante e di spostare troppo l’attenzione dalle ricette che possono risollevare il mercato dell’offerta alberghiera, che si possono riassumere in una sola parola: innovazione. Ed è questa la direzione nella quale si stanno muovendo molte delle imprese italiane del settore. «I riconoscimenti ottenuti dimostrano che abbiamo lavorato duramente in tutto il 2009 per focalizzarci sull’ampliamento del business sviluppando prodotti innovativi per le esigenze dei nostri clienti, che sono sempre più complesse – sottolinea Claudio Miglio, amministratore delegato di Hrg, società internazionale di servizi per i viaggi aziendali – e continueremo a farlo».
Marco Todarello
» Continua sul numero 3/2010






 
BUSINESS TRAVEL / 9.2010