BUSINESS INTELLIGENCE.
Aumentano gli investimenti delle aziende
Così migliora il business
Le soluzioni It a supporto delle decisioni trovano maggiore
spazio in Italia, perché utili a superare tempi difficili.
La competizione cresce e i costi scendono
In un periodo in cui la crisi economica mondiale incombe minacciosa sulle imprese, l’importanza del processo decisionale è fondamentale per la sopravvivenza. In tal senso, gli strumenti di Business Intelligence (BI) rappresentano per le aziende – ora più che mai – un indispensabile supporto strategico: ecco perché la corretta analisi dei dati deve fornire informazioni utili per prendere in tempi rapidi le giuste decisioni, volte a ottimizzare i processi di business e conseguire risparmi significativi. Non sorprende quindi che, in un quadro generale in cui la spesa mondiale per il software, sofferente negli ultimi due anni, dovrebbe tornare a crescere solo dal 2010 (stando alle stime di Gartner Group nella misura del +1,53%), il settore della Business Intelligence abbia resistito all’impatto della crisi e abbia incrementato anche il volume d’affari. In Italia il mercato della BI, seppur diffuso maggiormente in alcuni ambiti (bancario e finanziario in primis) e meno in altri, presenta oramai esperienze applicative in tutti i comparti, dal manifatturiero ai servizi, dal farmaceutico al pubblico, dalla sanità alla Gdo.
L’Osservatorio Business Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano indica nel nostro Paese un aumento degli investimenti per le applicazioni di BI già nel corso del 2008 e nel primo semestre 2009, con un incremento del mercato globale tra l’8% e il 12%. Non solo: anche le prospettive di sviluppo si mantengono favorevoli per il prossimo triennio, con un tasso di incremento medio che si ritiene possa oscillare intorno all’8%. La recente indagine condotta dall’Osservatorio del Politecnico ha coinvolto 90 aziende italiane appartenenti a un numero ristretto, ma significativo, di settori industriali e dei servizi (Telco e Utilities, Manufacturing, Media, Fashion e Retail) allo scopo di comprendere la diffusione delle applicazioni di Business Intelligence nei vari comparti.
I risultati fotografano un’interessante visione d’insieme dell’andamento del mercato in Italia. Ad esempio, gli strumenti di Business Performance Management emergono come le funzionalità di business intelligence più utilizzate per l’analisi finanziaria, la pianificazione e controllo e l’analisi delle vendite, sia sotto forma di query e reporting, ad hoc sia come dashboard e scorecard. I cosiddetti ‘business analytics’ vengono invece impiegati preferibilmente in processi decisionali di elevata complessità, sotto forma di metodi predittivi, di forecasting e di ottimizzazione, contribuendo all’attuazione di strategie di marketing relazionale e all’ottimizzazione della supply chain.
«Business Intelligence e Business Analytics sono una tematica rilevante e strategica per ogni area aziendale e organizzativa – commenta Renzo Traversini, Business Development Director di Sas, società tra i principali vendor del settore –. Passo indispensabile per fare un salto evolutivo, è massimizzare l’utilizzo degli analytics a tutti i processi aziendali e diffondere la cultura dell’analisi a supporto delle decisioni in tutta l’azienda». I progetti di Business Intelligence e Business Analytics più performanti vengono raggiunti nelle aziende dotate di It manager o Cio capaci di scegliere e implementare soluzioni che abbiano un impatto tangibile sul business.
Situazioni in cui l’It cerchi, in maniera proattiva, soluzioni volte a soddisfare le potenziali necessità del business in tempi ragionevoli o nelle quali collabori con le risorse business per risolvere problematiche business-critical. «È solo in questi casi che si registrano aumento degli utili, percentuali più elevate di soddisfazione della clientela nei confronti dei servizi It e crescita del management It su un piano paritetico rispetto al management delle funzioni business» spiega Traversini.
» Continua sul numero 3/2010