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IN RISALITA. FORSE
Il consuntivo degli investimenti pubblicitari dell’anno 2009 monitorati dalla Nielsen Media Research, registra la chiusura al -13,4 per cento. Gli investimenti complessivi ammontano a 8.515 milioni, il che equivale a un ritorno a quanto registrato quattro anni fa, nel 2005 quando il mercato pubblicitario raccolse dalle imprese 8.488 milioni che divennero 8.712 nel 2006, con una crescita del 2,6 per cento. Del 2,8% fu la crescita tra il 2004 e il 2005 per salire al 3,1% tra il 2007 e il 2006. Nel 2008 la crescita assume per la prima volta il segno meno (-2,8%) nel confronto con l’anno precedente, ma è un meno che pesa poco rispetto a questo del 2009.

Il comparto televisivo, considerando i canali generalisti e quelli satellitari (marchi Sky e Fox), mostra una flessione del -10,2% che corrisponde al -16,9% per la Rai/Sipra e al -8,4% per Mediaset/Publitalia’80, con La7, gestita da Cairo pubblicità, a +7,3% e i canali digitali a marchio Sky e Fox gestiti da Sky pubblicità a + 1,2 per cento. Nel 2008 la concessionaria pubblica raccolse il tre per cento in meno rispetto al 2007, pari a 49milioni di euro, mentre Mediaset aumentò di quattro milioni (+0,1%) e fu l’unico gruppo televisivo a chiudere l’anno con il segno più. Quest’anno La7 e Sky sono riuscite nell’impresa, mentre Rai/Sipra prosegue in una caduta che vale 223 milioni di minor entrata, in accordo con gli sconti medi applicati dalla Nielsen M.R., e Mediaset registra sul mercato italiano 254 milioni di minori incassi pubblicitari.

Rai ha mandato in onda il 5% in meno di secondi dedicati alla pubblicità, Mediaset lo ha incrementato un po’, dello 0,3 per cento. L’altra differenza, sempre esistita, riguarda la disparità di prezzo tra i due gruppi, Rai ha meno materia prima, meno secondi da dedicare alla pubblicità, ma ha più prodotto, più pubblico, anche se la differenza si è assottigliata a meno di un punto, nella media del 2009 al 39,7% delle tre Rai corrisponde il 38,8% delle tre Mediaset.
Francesco Siliato
» Continua sul numero 3/2010






 
MEDIA E PUBBLICITA' / 9.2010
Italia digitale