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FORMAZIONE & FORMATORI
Così si allena la mente
Iformatori e gli esperti di risorse umane discutono spesso sul concetto di apprendimento organizzativo, di learning organization e simili, intendendo riferirsi alla capacità delle aziende di capitalizzare le conoscenze di tutte le risorse umane. Stranamente, pochi conoscono invece i principi dell’apprendimento individuale e le tecniche per migliorarlo. Ci si riferisce alla capacità di ciascun cervello di immagazzinare le informazioni acquisite sul lavoro o in corsi di formazione, ed è innegabile che sarebbe molto importante e altamente produttivo se ciascun lavoratore potesse migliorare la performance della propria memoria. Nell’affrontare questo argomento bisogna distinguere anzitutto fra l’apprendimento dei concetti e la memorizzazione dei dati.

Si tratta infatti di due capacità che richiedono l’applicazione di tecniche differenti. Per quanto riguarda l’apprendimento di concetti e informazioni generali è utile sviluppare la capacità di sintesi, propria dell’emisfero destro del cervello, concentrando la propria attenzione sulle parole chiave del discorso, per poi organizzarle in appunti schematici, anche sotto forma di disegni o altre immagini colorate. Dato che la memoria immagazzina meglio le immagini, gli appunti possono essere ricordati con maggiore facilità, permettendoci di risalire dalle parole chiave ai concetti iniziali.

Per memorizzare a lungo termine dettagli, numeri e dati specifici di ogni tipo, ci sono poi le tecniche di memoria, o mnemotecniche. Esistono tecniche per ogni tipo di informazione, ma in linea di massima sono tutte basate sulla trasformazione del dato originale in immagini da associare in maniera divertente o paradossale. I principi su cui si basano le mnemotecniche, infatti, sono tre: Immagini, Associazioni ed Emozioni.

Tutto quello che dobbiamo ricordare, perciò, dovrebbe essere trasformato in un’associazione di immagini che susciti delle emozioni. Certi tipi di informazioni sono già composti in questo modo, e questo è il motivo, per esempio, per cui ricordiamo facilmente le scene più emozionanti dei film, anche a distanza di anni. Ma se poi dobbiamo ricordare elenchi di nomi, parole straniere, termini scientifici o numeri, l’impresa è molto meno immediata e la trasformazione dei dati richiede tecniche via via più articolate. Per una semplice sequenza di parole, come potrebbe essere una lista della spesa, si può ricorrere a una classica associazione di immagini, sempre con gli elementi del surreale, comico, ridicolo ecc.
Stefano Panzarani
» Continua sul numero 1/2010






 
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