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BACK TO BASICS.
I classici del management riletti ai nostri giorni
5 discipline per innovare
Scomporre i problemi e guardare il particolare può far perdere la visione d’insieme. Che è la chiave per capire la realtà
Harvard Business Review inserisce The Fifth Discipline tra i più importanti libri di management degli ultimi 75 anni. Sono perfettamente d’accordo con questo giudizio. Molte delle cose che Senge ha scritto in questo volume sono rapidamente entrate nel gergo comune degli studiosi di management e sono considerate pietre miliari di un nuovo modo di gestire le imprese. Il principale merito di Senge è stato quello di sottolineare in maniera brillante i limiti dei tradizionali approcci manageriali basati su una relazione causa-effetto di tipo lineare e sull’incapacità di tali sistemi di cogliere il complesso, ciò che è tessuto insieme.

Sempre più spesso le situazioni che le imprese sono chiamate a gestire sono fortemente interconnesse e, di conseguenza, affrontare tali situazioni senza vedere l’insieme, può generare quelle che Paul Watzlawick ha definito “ipersoluzioni”, ovvero modi di affrontare problemi che, pur essendo fondati sulle migliori intenzioni, finiscono con l’avere effetti controproducenti del tipo “operazione perfettamente riuscita, paziente deceduto”. Un’ipersoluzione in azienda è quella che consente di ottenere un determinato risultato che ci si è prefissi, ma che innesca delle conseguenze negative spostate nel tempo e nello spazio (in altre aree aziendali). Il risultato finale è che i manager possono essere premiati per risultati il cui ottenimento ha determinato inconsapevolmente forti ripercussioni negative sulla competitività dell’impresa.

Se i dettami della learning organization di Senge sono ormai molto noti e dibattuti in ambito aziendale, non si può dire che gli stessi principi siano anche diffusamente adottati. È indubbio che la realtà competitiva di oggi sia molto più complessa rispetto al passato, tuttavia questa maggiore complessità, che in linea teorica dovrebbe favorire l’adozione delle cinque discipline di Senge, di fatto molto spesso rappresenta un freno allo sviluppo. Max Boisot e John Child, due stimati accademici (anche se meno noti di Peter Senge), una decina di anni fa hanno pubblicato un interessante studio sulle tipiche reazioni delle organizzazioni alla crescita della complessità. Secondo Boisot e Child le imprese possono reagire alla complessità in due modi molto diversi: possono cercare di ridurre la complessità (complexity reduction) o possono cercare di assorbirla (complexity absorption).
» Continua sul numero 1/2010






 
COMPETENZE / 9.2010
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