Novità dalle riviste internazionali di management
L’ANNO DELL’AFRICA
Per l’Africa la buzzword del 2010 sarà “rebranding”. Nel nuovo anno gli occhi del mondo saranno puntati sul continente ricco di materie prime e povero di industrie e servizi: il Sudafrica infatti ospiterà i Campionati mondiali di calcio. L’evento si è già rivelato per il Paese una buona opportunità di sviluppo: grazie a una politica di attrazione di investimenti, sono state costruite strade, aeroporti, location sportive e turistiche. E in quelle giornate, tra l’11 giugno e l’11 luglio, per la prima volta un Paese africano sarà protagonista di un evento capace di riposizionare l’immagine di un continente intero percepito come marginale.
Secondo la rivista “African Business”, l’Africa soffre anche in termini d’immagine e per questo ha bisogno di un’operazione di rebranding continentale. Povertà e conflitti connotano la percezione del continente nel mondo. L’Africa è vista ancora come un mondo da salvare, lì pronto ad accogliere gli interventi di solidarietà promossi da associazioni e imprese.
Questa visione negativa persiste nonostante i progressi di alcuni Paesi, come Marocco, Egitto, Kenia e Sudafrica, che sono cresciuti e stanno promuovendo un percorso di sviluppo. Tuttavia è difficile per un singolo Paese africano riuscire a costruirsi un’immagine positiva. Il brand del continente prevale sempre sui brand nazionali e i casi umanitari drammatici tendono a coprire l’intero spazio mediale.
I vari Live Aid, Live 8, le politiche del G8, Bono, le adozioni delle star e le copertine di “Vanity Fair” – secondo la ricerca di “African Business” – producono interventi sociali importanti nel continente ma, nello stesso tempo, rafforzano l’immagine di un mondo che ha bisogno più di assistenza che di reali opportunità di crescita economica. Il bisogno di una politica di rebranding riguarda anche le imprese africane. Alcune aziende stanno costruendo una marca riconoscibile soprattutto nei servizi e nelle telecomunicazioni: Ecobank, la banca panafricana o le telecomunicazioni di Mtn e Zain sono marche che gli africani hanno cominciato a riconoscere nei diversi Paesi.
Sul piano internazionale, il Sudafrica ha saputo lavorare sull’immagine dei suoi vini. L’Etiopia e il Kenya hanno codificato il loro caffè attraverso un’identità di marca. Non si tratta solo di promuovere campagne pubblicitarie.
L’obiettivo è intervenire sull’identità di prodotti e servizi per renderli più autorevoli, credibili e riconosciuti. Il rebranding è per gli africani un’operazione di cambiamento culturale: in un continente che è sempre vissuto di commodities, attribuire un’identità differenziante a soluzioni industriali e di servizio significa sostenere le organizzazioni che stanno lavorando per la generazione di nuovo valore. “NewAfrican” dedica un articolo all’evento che si è celebrato nel 2009: gli African Bankers Awards, il premio per le migliori banche africane.
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