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Il Fatto: non passa giorno che l'attualità non ci metta di fronte all'ennesima violenza sulle donne ad opera per la maggior parte dei casi di (ex) fidanzati o (ex) mariti o padri. Con una escalation davvero incredibile….
Perché trattare questo tema in una sezione "Consumi e Società"? semplice: perché i processi mentali che stanno dietro a queste violenze sono troppo simili a quelli del più bieco consumismo.
Convinzione che la donna sia un oggetto che si possiede, che non possa avere un destino e un pensiero diverso da quello che desidera per lei il suo padrone, che si sente in diritto di usarla a piacimento (negli affetti, nella sessualità, nella quotidianità della vita famigliare)
Consumo da bambini, intendiamoci bene. Perché quando la donna pretende di avere delle decisioni autonome (non amare più, non accettare più, desiderare o pensare in autonomia) viene buttata via (uccisa, picchiata) come qualsiasi bambino stizzoso fa con un giocattolo solo perché "lo ha toccato qualcun altro" o perché "non funziona più".
Un tipo di consumo assassino che mette in evidenza la grande fragilità: non delle donne ma di quegli uomini di tutte le estrazioni sociali, le etnie, le classi di età, che sentendosi sempre più deboli (per crisi economica? perdita di identità maschile?), cercano di dimostrarsi più forti.
Le donne cadono troppo spesso nel perdono e nell'accettazione, per mancanza di autosufficienza economica e psicologica (vera o presunta) e per consuetudine forse genetica (ah essere madri, cosa occorre sopportare talvolta …). Troppo spesso si considerano oggetti di consumo, sperano di essere scelte più che di scegliere, di incantare più che di essere incantate.
Da tutti i pulpiti deve venire però un appello (sì, anche da questo de L'Impresa): donne, non prestatevi. Non ci sono giustificazioni per un uomo che maltratta fisicamente e psicologicamente una donna, non bisogna dargli una seconda occasione per rifarlo (perché lo rifarà). Donne menate duro. Urlate al mondo: basta. E improvvisamente vi sentirete davvero libere e forti.
Compito per tutti: riflettere sul fatto che solo la cultura della parità (nei rapporti personali, cosi come nelle scelte di acquisto) rende gli uomini (tutti) e le donne liberi
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